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COMIR engineering solutions

22/06/2018, 21:24



ASCENSORI:-Dispositivi-bidirezionali-per-la-chiamata-di-soccorso.-EN-81-28-nuova-versione.


 



Come noto il D.P.R. 162/99, all’allegato I punto 4.5 richiede che "Le cabinedevono essere munite di mezzi dicomunicazione bidirezionali che consentano di ottenere un collegamentopermanente con un servizio di emergenza".Si tratta di un Requisito Essenziale di Sicurezza (RES) che, insieme a tuttigli altri indicati nel citato allegato I, deve essere rispettato in tutti gliascensori installati a partire dal luglio 1999.
Recentemente si sono concluse le votazioniformali riguardanti la nuova versione della norma tecnica di riferimento, EN81-28 della quale alcuni punti sono stati molto dibattuti.
Ciò su cui, però, la maggior parte dei paesivotanti si è trovata d’accordo è stata la data di cancellazione definitivadella versione precedente (UNI EN 81-28 ed. 2004) che avverrà a decorrere dal 31agosto 2019.


Tratutte le norme tecniche riguardanti il settore ascensoristico, mai come per la EN81-28 doverosa appare una divulgazione più massiva con una sempre più decisaspiegazione agli operatori del settore; sempre più spesso, infatti, la liberainterpretazione del manutentore e delle aziende produttrici porta a soluzioniche definire "creative" appare riduttivo.
LaEN 81-28 ed. 2018 tiene, innanzi tutto, a sottolineare come questo sistema ditelesoccorso non sia un semplice accessorio, bensì un sistema/dispositivo di sicurezza integrato con l’impianto e che,quindi, deve necessariamente rispondere a standard qualitativi di affidabilitàtotali.
Insecondo luogo, la stessa mira a dare una risposta a tutti quei quesiti nati dall’introduzionedella sua versione precedente.

Ladomanda principe alla quale si è cercato di dare una risposta riguardal’obbligo di collegamento del dispositivo ad una centrale operativa; a talproposito è doveroso sottolineare che una norma tecnica, in quanto tale, nonobbliga l’utilizzo di un determinato servizio ma definisce le caratteristicheed i requisiti che un particolare dispositivo/sistema deve avere. Ad ogni modo,sia la prima versione della norma che l’attuale sono estremamente chiare suquesto aspetto: il servizio d’emergenza (chi riceve la chiamata) deve avere sufficienti risorse in terminidi attrezzature, software, personale, linee telefoniche e sistemi di riserva(back up) in funzione del parco impianti.
Ciòdetto, sorge spontanea una domanda: poiché risulta estremamente chiara ladefinizione di sistema di soccorso come "risorse sufficienti e sistema di backup", può un semplice cellulare, magari di un tecnico reperibile, essereconsiderato idoneo?
La risposta è facilmente intuibile!

Altropunto, trattato in maniera più puntuale nella nuova versione, è relativo altest obbligatorio delle 72 ore. Viene chiaramente specificato come talechiamata di test dovrà essere inviata con le stesse modalità di una realechiamata d’allarme. Il test periodico serve, infatti, a simulare a tutti glieffetti un allarme per garantirne la funzionalità.
Nellospecifico la richiesta è quella di effettuare un vero e proprio test difunzionamento e non un semplice invio di dati sullo stato del sistema; si dovràsimulare una situazione identica a quella che si verificherebbe in condizionedi allarme.
Inoltre,viene introdotta la seguente novità: la notifica del mancato test delle 72 oredovrà essere visibile in cabina tramiteapposita spia luminosa.

Anchela gestione delle segnalazioni in cabina è stata, dunque, oggetto diparticolare attenzione nella stesura di questa nuova versione della norma.
Il diagramma di flusso in allegato riassume le segnalazioni visive ed acustiche necessarie durante il processo di allarme.

Per concludere, sono rimaste invariate le modalità di gestione dell’emergenza: 5 minuti per l’acquisizione dell’allarme e 60 minuti, in condizioni normali, per raggiungere l’impianto. A tal proposito è facile intuire che il traffico cittadino gioca certamente un ruolo fondamentale sul tempo di intervento del tecnico ascensorista ed un caso del genere si pone al di fuori dal concetto di "condizioni di normalità". Bisogna però puntualizzare che se l’azienda prende in manutenzione un impianto che dista 100 km è molto probabile che non riesca ad intervenire in 60 minuti anche senza traffico; questo comportamento è sicuramente fuori dai parametri dettati dalla norma.

28/03/2018, 20:54



Ascensori:-Assenza-del-libretto-d’impianto.


 Una grave mancanza che non permette la permanenza in servizio dell’ascensore.



Il libretto[1]di un ascensore viene affidato alla custodia del proprietario o del suo legalerappresentante all’atto della messa in servizio dell’ascensore.

Sempre più spesso capita, però, che tale importante documentovenga smarrito, anche perché la vita media di un ascensore è molto lunga (alcuniimpianti attualmente in esercizio sono ormai prossimi ai 100 anni di età).

Ciò detto bisogna, ad ogni modo, sottolineare che l’assenzadel libretto è una grave mancanza in quanto, da un lato non si ha evidenzaimmediata del corretto stato di esercizio dell’impianto e dall’altro nonpermette di conoscere alcune caratteristiche dell’ascensore, fondamentali per ilcorretto svolgimento delle attività manutentive e d’ispezione.

E’ necessario, quindi, entrare nell’ottica delle idee che,come un’automobile priva del libretto di circolazione non può circolare, unascensore non può permanere in servizio se non si ha evidenza, tramite la presenzadel libretto d’impianto, della sua regolare messa in esercizio e delmantenimento nel tempo di tutte quelle caratteristiche e condizioni per lequali ne è stata valutata la conformità all’atto del collaudo.

E’ responsabilità, dunque, del proprietario o del suo legalerappresentante adoperarsi affinché tale grave non conformità vengatempestivamente eliminata, al fine anche di evitare il probabile fermo forzatodell’impianto in occasione di verifica biennale obbligatoria da parte di un OrganismoNotificato ai sensi del D.P.R. 162/99 e s.m.i..





[1]Per gli impianti messi in esercizio prima dell’entrata in vigore dellaDirettiva 95/16/CE il libretto contenente le caratteristiche d’impianto venivaemesso dall’ente collaudatore (generalmente ENPI o ISPESL).
Dal 1999, in accordo con la direttiva ascensori 95/16/CE(adesso 2014/33/UE) e con il suo regolamento di attuazione, D.P.R. 162/99 e s.m.i.,per libretto d’impianto s’intende la raccolta di tutta la documentazione,consegnata al proprietario o al suo legale rappresentante dalla dittainstallatrice, che ne compone il fascicolo tecnico:
  • Progetto completo di relazione tecnica, calcoli,disegni e schemi;
  • Raccolta di tutte le dichiarazioni di conformitàed attestati di esame del tipo dei componenti di sicurezza utilizzati;
  • Manuale d’uso e manutenzione;
  • Attestato di conformità rilasciato dall’Organismo Notificato che ha effettuato la procedura di valutazione della conformità dell’impianto.
Alla quale vanno aggiunte, a cura del proprietario odel suo legale rappresentante:
  • La comunicazione obbligatoria, al comune competenteper territorio, della messa in esercizio dell’impianto;
  • La comunicazione, ricevuta dal comune stesso, diassegnazione del numero di matricola dell’impianto.
05/06/2017, 13:13



“Libretto-d’Impianto-Elettrico”.-Perchè-è-importante?


 L’importanza del “Libretto di Impianto Elettrico” per ogni immobile residenziale, commerciale o produttivo.



"PROSIEL,associazione per la promozione della sicurezza elettrica, ha messo a punto ilmodello del "Libretto d’Impianto Elettrico".Talelibretto, oltre a contenere le istruzioni d’uso e manutenzione, si propone digarantire al proprietario dell’impianto elevati standard di sicurezza e l’installazionenel rispetto degli obblighi di legge.Sebbene diper se il libretto non è obbligatorio, lo sono però i contenuti ed documentiche devono essere raccolti.Non è altro,dunque, che un supporto per il proprietario dell’impianto che, come cita l’art.8del D.M.37/08, "è tenuto ad adottare le misure necessarie per conservare lecaratteristiche di sicurezza previste dalla normativa vigente in materia."


Il librettocontiene:
  • Datiidentificativi dell’impianto;
  • Datidella ditta installatrice e del Resp. Tecnico;
  • Descrizionedell’impianto;
  • Risultatidelle verifiche periodiche e della loro frequenza;
  • Istruzioniper l’uso;
  • Ladichiarazione di conformità o la DiRi dell’impianto va allegata al libretto.

Il librettodovrà essere consegnato al proprietario dell’impianto e passato, in caso diaffitto o compravendita, al nuovo conduttore dell’impianto. Ciò non ha comunqueinfluenza giuridica sulla commerciabilità dell’immobile come invece nel casodell’APE."


(Foto tratta dal sito www.acmei.it)


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